E anche la seconda prova di qualifica per la Parigi-Brest-Parigi è archiviata! E' stata bellissima: percorso duro 300 km per 3600 metri di dislivello, ma ci hanno fatto passare in posti meravigliosi, attraversando Pianbosco, toccando il lago di Lugano, l'alto varesotto, la Val Ganna, il lago Maggiore, Arcumeggia e poi giù fino a Sesto Calende per risalire a Borgosesia e raggiungere, dopo una salita veramente tosta... il Santuario della Madonna del Sasso. Confesso che ci sono rimasto più di mezz'ora, non tanto per tirare il fiato, quanto per ammirare il lago d'Orta da quella terrazza sul cielo! Solita compagnia di randagi, Maurizio, Carlo, Stefano e Pietro e solito divertimento assicurato.
Sono piacevolmente sorpreso che non sono affatto arrivato alla frutta, segno che sto imparando a gestire le risorse che ho. Unica nota dolente è stato il ritiro di Gigi per la rottura della catena: sono sicuro che si rifarà a breve!
Il 1 maggio avremo la 400 km: da Corsico a Svona, Genova e ritorno a Corsico: non vedo l'ora, sono carico!
lunedì 20 aprile 2015
giovedì 5 marzo 2015
Randonnee "Parco del Ticino" 200km
E' fatta: la prima qualifica per la PBP è alle spalle. E`stata una rando semplice, sia per il chilometraggio che per il dislivello (meno di 600 m). Siamo partiti in 800 e 500 hanno scelto il percorso lungo di 200 km. Il problema di queste "corte" è che molti granfondisti prendono parte alla manifestazione con uno spirito poco "rando" ma solo come occasione per fare un bel allenamento. Nulla da ridire ma però bisogna immaginare che le medie tenuti da certi grupponi erano poco consoni alle lunghe distanze e pedalare in quelle condizioni in stradine spesso strette ha portato a numerose cadute. A metà strada, in mezzo ai campi del Parco del Ticino, è volato uno davanti a me e, per poco, cascavo anch'io. Non si è fatto molto male ma, per soccorrerlo e portagli la bici al paese più vicino, ho perso più di mezz'ora. Il problema si risolve lasciando partire i più esagitati per poi organizzare i gruppetti col ritmo "giusto". Dalla 300 in su, penso che vedremo solo i veri randonneur.
venerdì 9 gennaio 2015
Prossimo obiettivo Paris-Brest-Paris!
Il nostro presidente Cecilio mi ha messo in testa quest'idea qualche mese fa. Inizialmente ho pensato che fosse una follia ma poi la sfida mi ha intrigato sempre più! È troppo simile alle scorribande in solitario col Mini 650, da solo, in autonomia.... non riesco a rinunciare.... e quindi da metà marzo inizierò il percorso di qualifica per questa mitica randonnèe francese. La PBP è la randonnèe più conosciuta al mondo, si tiene ogni quattro anni a ferragosto, sul percorso che da Paris porta a Brest in Bretagna e ritorno. Poco più di 1.200 km da percorrere in un tempo massimo di 90 ore. Il numero dei partecipanti è limitato a ca. 5.500 e arrivano da tutto il mondo! Parlando con i compagni di squadra, che l'hanno già fatta più volte, mi dicono che il bello di questa rando è il calore del pubblico: i francesi vanno pazzi per questo genere di manifestazioni e sostengono i partecipanti dal primo all'ultimo metro! Per potersi iscrivere, dovrò portare a termine da marzo a giugno, quattro randonnèe da 200-300-400-600 km. Le bici sono pronte: la Scapin, vecchia randagia in acciaio, ha un nuovo manubrio e guarnitura mentre la Scott Solace, appena comprata, è in fase di test intenso.
Io e Gigi abbiamo allungato le uscite su strada (sempre tra 100 e 200 km) ma non ci dimentichiamo della mtb, cambiare bici aiuta il corpo e la mente.
www.paris-brest-paris.org/
Io e Gigi abbiamo allungato le uscite su strada (sempre tra 100 e 200 km) ma non ci dimentichiamo della mtb, cambiare bici aiuta il corpo e la mente.
www.paris-brest-paris.org/
lunedì 24 novembre 2014
Mi piacerebbe diventare un randonneur....
Vado in bici da quarant'anni, sempre per diletto e, alla fine degli anni '90, anche gareggiando nelle granfondo in mtb.
Ora l'età, il fisico, gli impegni e ..... la saggezza , mi consigliano degli sforzi diversi, non meno intensi ma semplicemente diversi, senza stress, solo con l'obiettivo di vedere cose nuove, di scoprire nuovi orizzonti. Ho rispolverato la mia Scapin KS Pro Racer del '98 in acciaio e la sto allestendo per i lunghi viaggi: quest'anno ho partecipato alla mia prima rando, corta (200 km).... forse troppo corta per essere definita una rando, però in notturna e questo la nobilita. Cos'è una rando? È una manifestazione ciclistica con partenza alla "francese" cioè con un cancello orario. Il partecipante ha l'obbligo di seguire e finire il percorso indicato, timbrando un cartellino ai posti di controllo e di rispettare il codice della strada. Nulla più! Non è una gara, non c'è nessuna classifica ma solo l'elenco dei partecipanti che sono riusciti ad ultimare il percorso nel tempo massimo. Questo tempo è solitamente calcolato su un valore medio della velocità di ca. 15 km/h, quindi si ha la possibilità di guardarsi in giro e fermarsi per riposare, dormire un poco e mangiare decentemente
...
Ho trascinato in quest'impresa anche il mio amico Gigi, compagno di tante scalate e col quale ho pedalato migliaia di chilometri.
Il prossimo anno abbiamo un programma molto interessante che a breve svelerò....
Ora l'età, il fisico, gli impegni e ..... la saggezza , mi consigliano degli sforzi diversi, non meno intensi ma semplicemente diversi, senza stress, solo con l'obiettivo di vedere cose nuove, di scoprire nuovi orizzonti. Ho rispolverato la mia Scapin KS Pro Racer del '98 in acciaio e la sto allestendo per i lunghi viaggi: quest'anno ho partecipato alla mia prima rando, corta (200 km).... forse troppo corta per essere definita una rando, però in notturna e questo la nobilita. Cos'è una rando? È una manifestazione ciclistica con partenza alla "francese" cioè con un cancello orario. Il partecipante ha l'obbligo di seguire e finire il percorso indicato, timbrando un cartellino ai posti di controllo e di rispettare il codice della strada. Nulla più! Non è una gara, non c'è nessuna classifica ma solo l'elenco dei partecipanti che sono riusciti ad ultimare il percorso nel tempo massimo. Questo tempo è solitamente calcolato su un valore medio della velocità di ca. 15 km/h, quindi si ha la possibilità di guardarsi in giro e fermarsi per riposare, dormire un poco e mangiare decentemente
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Ho trascinato in quest'impresa anche il mio amico Gigi, compagno di tante scalate e col quale ho pedalato migliaia di chilometri.
Il prossimo anno abbiamo un programma molto interessante che a breve svelerò....
Largo a "La Piccola"!
Da due anni scorazzo per il lago d'Iseo con "La Piccola" un First 235 del 1992: è il mio gioiello, un concentrato di soddisfazione! La barca è attrezzata con un pannello solare e il motore fuoribordo da 10 CV ha il caricabatteria e quindi è completamente indipendente dal punto di vista energetico. È munita di bompresso amovibile col quale monto un Piccolo gennaker da 40 mq e di pilota automatico. Gli interni sono comodi, quattro posti letto, cucinetta e carteggio con WC incorporato. Ha una deriva piuttosto corta, solo 70 cm, ma la barca bolina egreggiamente e pescando poco, riesco ad andare dove voglio. E`carrellabile ma per ora la tengo al lago per uscite mordi e fuggi!
lunedì 29 luglio 2013
Un anno di Nacira
L'avventura con Moitouseul 721 è terminata a metà luglio, dopo un anno dal suo acquisto. La barca è tornata in Francia, lato Med, dove Edwin inizierà la sua campagna Transat 2015.
Le sensazioni e le emozioni che mi dato il Nacira non sono paragonabili all'esperienza con SpeedyG: quella era la mia barca, personalizzata e vissuta "intimamente", il mio tempio.
Moitouseul è stata acquistata in tre, sia per dividerne il costo che per gestire il suo mantenimento a Genova. Questo mi ha portato a non sentirla completamente mia e non sono mai stato completamente coinvolto da lei.
Essendo in tre, abbiamo dovuto dividerci le regate e quest'anno ho fatto solo il GPI, concludendo con un amaro ritiro all'Elba.
Nessun rimpianto quindi per la vendita della barca. Non voglio lasciare questa splendita classe e quindi ora sto alla finestra cercando una buona occasione e ne approfitto per curare qualche acciacco fisico che mi ha condizionato molto negli ultimi mesi.
Le sensazioni e le emozioni che mi dato il Nacira non sono paragonabili all'esperienza con SpeedyG: quella era la mia barca, personalizzata e vissuta "intimamente", il mio tempio.
Moitouseul è stata acquistata in tre, sia per dividerne il costo che per gestire il suo mantenimento a Genova. Questo mi ha portato a non sentirla completamente mia e non sono mai stato completamente coinvolto da lei.
Essendo in tre, abbiamo dovuto dividerci le regate e quest'anno ho fatto solo il GPI, concludendo con un amaro ritiro all'Elba.
Nessun rimpianto quindi per la vendita della barca. Non voglio lasciare questa splendita classe e quindi ora sto alla finestra cercando una buona occasione e ne approfitto per curare qualche acciacco fisico che mi ha condizionato molto negli ultimi mesi.
martedì 23 ottobre 2012
Mini Barcelona 2012
Non si poteva finire la stagione senza una "solo" e quindi eccomi a Barcelona per la classica d'autunno in Med. E' sempre un piacere venire in questa città: solare, viva, piena di gente simpatica. Al Reial Club Maritimo siamo stati accolti con la cordialità tipica spagnola. Bellissimo il primo pontile con una sfilza di mini l'uno accanto all'altro, a far bella mostra agli occhi dei tanti curiosi (anche italiani) che sono venuti fino a qui ad informarsi per chissà quali progetti futuri...
Sedici Serie e nove proto al via, otto italiani: uno squadrone! Stefano Paltrinieri, Alberto Bona, Andrea Pendibene, Federico Cuciuc, Piero Platone, Andrea Iacopini e Luca Del Zozzo e io. A parte Stefano col suo Adrenalina, tutti gli altri nei Serie. Nei giorni prima la regata mi sono allenato con Riccardo Apolloni e il ns. gruppo: troppa ruggine nei muscoli e nella mia testa, ma è servito per capire meglio la barca e cosa devo fare per migliorare lei e me. Una meteo incasinata: con Riccardo e il meteorologo Alessandro Pezzoli, abbiamo investito diverse ore per capire come sarebbe evoluta la situazione e ci abbiamo azzeccato abbastanza bene. Il comitato decide di non farci andare a Minorca e opta per il percorso costiero della scorsa edizione: Barcellona - Piattaforma petrolifera a sud di Tarragona - poi rotta di ritorno fino a Palamos e di nuovo a sud fino all'arrivo di Barcellona, in tutto ca. 220 miglia.
Sabato 20 ore 13 pronti via: una ventina di nodi e cielo cupo, quattro miglia di bolina fino alla boa di disimpegno del Besos e poi l'impoppata (stretta...) di 60 miglia verso la piattaforma. Il mare è incasinato, onde incrociate e altine, metto lo spi piccolo e viaggio a 11-13 nodi fissi con punta a 15,5. Tengo un buon passo. Improvvisamente qualcosa mi colpisce l'occhio destro: un dolore bestia, non vedo nulla, tutto bianco. Cerco di rimanere calmo... per fortuna il mio NKE gestisce bene la barca. Ricostruisco l'accaduto: una raffica fa partire, come una frusta, la scottina della regolazione della volante bassa e il nodino della maledetta mi colpisce proprio la pupilla.... azzo! Sento Sophie al VHF: mi consiglia una pomata antibiotica che abbiamo nel bidone dei medicinali, poi gli amici Luca e Piero mi confermano di non sottovalutare la cosa... provvedo e vado avanti. Nel frattempo c'è stato il casino di Umpalumpa: Andrea si lascia prendere la mano e scende col "grande".... ad un certo punto si ritrova con la volante in mano e l'albero in acqua! E' stato bravissimo a mantenere il sangue freddo e a dare la posizione prima che l'antenna VHF andasse a fondo e a salvare randa e boma, comunque hanno impiegato ora a trovarlo e a riportarlo al circolo. Altri ritiri importanti: Luca del Zozzo disintegra lo spi sotto la barca e si deve ritirare dopo un estenuante lavoro per liberare i pezzi dalla ciglia. Sophie Le Clerq rompe la volante ma ha più fortuna di Andrea, l'albero sta su e ritorna a Barcellona con una drizza tirata a poppa. Mi esplode il bozzello della tack: recupero lo spi e riparo il danno e si riparte. Giro la piattaforma a poca distanza da A.Bona, S. Paltrinieri e A. Piendibene che comandano la corsa insieme con i Proto. Poi il tempo cambia: piove che Dio la manda, raramente abbiamo preso così tanto freddo come quella notte! Il vento gira a sud-est ma è sempre forte: il mare è molto incrociato e il pilota fa fatica e corregge molto....troppo! Arriva un onda di lato mi fa girare la barca e parte una strambata involontaria che il pilota non riesce ad evitare. Il boma preme contro la volante in tensione e lo stick è schiacciato in mezzo al paranco e alla volante... un bel casino: per riportare la barca diritta decido di sacrificare lo stick e lo spezzo in due riuscendo a sfilarlo e a ripartire. La botta ha fatto saltare anche un bozzello del "fine" della volante poi riparato. Il tratto verso Palamos è stato più clemente e il sole ci ha asciugato un po'. Di notte scendiamo verso l'arrivo: davanti vedo i temporali e penso al vento che troveranno i primi, io invece combatto con le ariette che cambiano ogni dieci minuti. Dopo tre cambi vele, sono stravolto, mando tutto e tutti a f...lo, metto il pilota in rotta e, a vele bianche, vado a dormire tre ore: è un rischio ma sono molto stanco, devo farlo! Al risveglio mi ritrovo le forze per arrivare all'alba a Barca. Sesto nei serie a 40 minuti dal podio... accidenti, se avessi tirato da Palamos... inutile recriminare, ero stanco e quindi vuol dire che non sono ancora pronto per sostenere questi ritmi, ma ci sto arrivando! Bravissimo Alberto Bona che "mata" il buon Didac, autore di una sciagurata gita fuoriporta verso la costa, e vince nei Serie, secondo il sempre bravo Andrea Pendibene, ormai costante su alti livelli. Il buon "vecio" Stefano Paltrinieri, capogita dell'italico gruppo, fa un quinto nei proto e settimo assoluto: bravo, speriamo di avere il suo entusiasmo dopo tutto quello che ha visto e provato nei mini! Piero Platone rompe il balestrone e deve accontentarsi di vedere (da lontano... ;)) la poppa del mio Nacira e Federico Ciciuc finisce una regata sofferta passata per lo più con la testa nel secchio... bravi a finire!
Bravo il nostro 721 Moitouseul che non ho ancora sfruttato a fondo ma pian piano ci arrivo. Ora il buon Frassi lo porta allo YCI per il corso invernale e le migliorie che abbiamo in testa.
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