Si dice che non si è dei veri randonneur se non si sono fatti almeno 400 km e affrontato la notte... ora sono fiero di essere riuscito nell'impresa! Percorso Milano-Savona-Genova-Milano. Partenza alle 19 e primi cento sotto l'acqua. Prima del ponte sul Po abbiamo fatto casino e sbagliato percorso: l'errore ci costa 34 km in più ma fa parte del gioco. Smette di piovere e la luna piena fa capolino tra le nuvole: uno spettacolo! Siamo il solito gruppetto: io, Pietro, Carlo e Stefano e due graditi compagni di viaggio. Il passo Giovo è lungo ma non impegnativo, poi svalichiamo e picchiata su Albisola. Nei 40 km di Aurelia per raggiungere Genova mi perdo il gruppetto, sono avanti su una salitella e loro si fermano per la colazione. Aspetto ma non arrivano e allora mi aggrego ad un gruppetto. Inizio della Bocchetta. Mi accordo di avere un raggio dietro rotto e il cerchione un po' svergolo: incrocio le dita e vado avanti. I primi 3 km della Bocchetta sono veramente duri con tutti questi km nelle gambe. In cima sono solo, gli altri si sono dispersi. Discesa e risalita al Valico del Cerreto e poi 100 km di pianura fino a Corsico. Da solo è sicuramente affascinante ma duro: ho avuto vento contro e mi faceva male il c...lo, le gambe al lumicino... insomma non riuscivo a fare più di 23-24 km/h. Ho capito cosa vuol dire che le rando si fanno di testa e non con le gambe: ho preparato tutto meticolosamente e ho fatto bene. Ho mangiato e bevuto tanto, nei momenti giusti e mi sono sempre posto degli obiettivi intermedi per alleviare la pressione mentale. In questo modo sono arrivato non distrutto e mi sono divertito. 444 km sul computerino a 23 di media, la "randagia" Scapin è andata benissimo, il raggio rotto ci sta, ora devo pensare a delle ruote rando più serie. Ora l'obiettivo è la 600 km di Nerviano, l'ultimo scoglio per potermi iscrivere alla Paris-Brest-Paris, sono carico!
domenica 3 maggio 2015
lunedì 20 aprile 2015
300 Km Tre valli
E anche la seconda prova di qualifica per la Parigi-Brest-Parigi è archiviata! E' stata bellissima: percorso duro 300 km per 3600 metri di dislivello, ma ci hanno fatto passare in posti meravigliosi, attraversando Pianbosco, toccando il lago di Lugano, l'alto varesotto, la Val Ganna, il lago Maggiore, Arcumeggia e poi giù fino a Sesto Calende per risalire a Borgosesia e raggiungere, dopo una salita veramente tosta... il Santuario della Madonna del Sasso. Confesso che ci sono rimasto più di mezz'ora, non tanto per tirare il fiato, quanto per ammirare il lago d'Orta da quella terrazza sul cielo! Solita compagnia di randagi, Maurizio, Carlo, Stefano e Pietro e solito divertimento assicurato.
Sono piacevolmente sorpreso che non sono affatto arrivato alla frutta, segno che sto imparando a gestire le risorse che ho. Unica nota dolente è stato il ritiro di Gigi per la rottura della catena: sono sicuro che si rifarà a breve!
Il 1 maggio avremo la 400 km: da Corsico a Svona, Genova e ritorno a Corsico: non vedo l'ora, sono carico!
Sono piacevolmente sorpreso che non sono affatto arrivato alla frutta, segno che sto imparando a gestire le risorse che ho. Unica nota dolente è stato il ritiro di Gigi per la rottura della catena: sono sicuro che si rifarà a breve!
Il 1 maggio avremo la 400 km: da Corsico a Svona, Genova e ritorno a Corsico: non vedo l'ora, sono carico!
giovedì 5 marzo 2015
Randonnee "Parco del Ticino" 200km
E' fatta: la prima qualifica per la PBP è alle spalle. E`stata una rando semplice, sia per il chilometraggio che per il dislivello (meno di 600 m). Siamo partiti in 800 e 500 hanno scelto il percorso lungo di 200 km. Il problema di queste "corte" è che molti granfondisti prendono parte alla manifestazione con uno spirito poco "rando" ma solo come occasione per fare un bel allenamento. Nulla da ridire ma però bisogna immaginare che le medie tenuti da certi grupponi erano poco consoni alle lunghe distanze e pedalare in quelle condizioni in stradine spesso strette ha portato a numerose cadute. A metà strada, in mezzo ai campi del Parco del Ticino, è volato uno davanti a me e, per poco, cascavo anch'io. Non si è fatto molto male ma, per soccorrerlo e portagli la bici al paese più vicino, ho perso più di mezz'ora. Il problema si risolve lasciando partire i più esagitati per poi organizzare i gruppetti col ritmo "giusto". Dalla 300 in su, penso che vedremo solo i veri randonneur.
venerdì 9 gennaio 2015
Prossimo obiettivo Paris-Brest-Paris!
Il nostro presidente Cecilio mi ha messo in testa quest'idea qualche mese fa. Inizialmente ho pensato che fosse una follia ma poi la sfida mi ha intrigato sempre più! È troppo simile alle scorribande in solitario col Mini 650, da solo, in autonomia.... non riesco a rinunciare.... e quindi da metà marzo inizierò il percorso di qualifica per questa mitica randonnèe francese. La PBP è la randonnèe più conosciuta al mondo, si tiene ogni quattro anni a ferragosto, sul percorso che da Paris porta a Brest in Bretagna e ritorno. Poco più di 1.200 km da percorrere in un tempo massimo di 90 ore. Il numero dei partecipanti è limitato a ca. 5.500 e arrivano da tutto il mondo! Parlando con i compagni di squadra, che l'hanno già fatta più volte, mi dicono che il bello di questa rando è il calore del pubblico: i francesi vanno pazzi per questo genere di manifestazioni e sostengono i partecipanti dal primo all'ultimo metro! Per potersi iscrivere, dovrò portare a termine da marzo a giugno, quattro randonnèe da 200-300-400-600 km. Le bici sono pronte: la Scapin, vecchia randagia in acciaio, ha un nuovo manubrio e guarnitura mentre la Scott Solace, appena comprata, è in fase di test intenso.
Io e Gigi abbiamo allungato le uscite su strada (sempre tra 100 e 200 km) ma non ci dimentichiamo della mtb, cambiare bici aiuta il corpo e la mente.
www.paris-brest-paris.org/
Io e Gigi abbiamo allungato le uscite su strada (sempre tra 100 e 200 km) ma non ci dimentichiamo della mtb, cambiare bici aiuta il corpo e la mente.
www.paris-brest-paris.org/
lunedì 24 novembre 2014
Mi piacerebbe diventare un randonneur....
Vado in bici da quarant'anni, sempre per diletto e, alla fine degli anni '90, anche gareggiando nelle granfondo in mtb.
Ora l'età, il fisico, gli impegni e ..... la saggezza , mi consigliano degli sforzi diversi, non meno intensi ma semplicemente diversi, senza stress, solo con l'obiettivo di vedere cose nuove, di scoprire nuovi orizzonti. Ho rispolverato la mia Scapin KS Pro Racer del '98 in acciaio e la sto allestendo per i lunghi viaggi: quest'anno ho partecipato alla mia prima rando, corta (200 km).... forse troppo corta per essere definita una rando, però in notturna e questo la nobilita. Cos'è una rando? È una manifestazione ciclistica con partenza alla "francese" cioè con un cancello orario. Il partecipante ha l'obbligo di seguire e finire il percorso indicato, timbrando un cartellino ai posti di controllo e di rispettare il codice della strada. Nulla più! Non è una gara, non c'è nessuna classifica ma solo l'elenco dei partecipanti che sono riusciti ad ultimare il percorso nel tempo massimo. Questo tempo è solitamente calcolato su un valore medio della velocità di ca. 15 km/h, quindi si ha la possibilità di guardarsi in giro e fermarsi per riposare, dormire un poco e mangiare decentemente
...
Ho trascinato in quest'impresa anche il mio amico Gigi, compagno di tante scalate e col quale ho pedalato migliaia di chilometri.
Il prossimo anno abbiamo un programma molto interessante che a breve svelerò....
Ora l'età, il fisico, gli impegni e ..... la saggezza , mi consigliano degli sforzi diversi, non meno intensi ma semplicemente diversi, senza stress, solo con l'obiettivo di vedere cose nuove, di scoprire nuovi orizzonti. Ho rispolverato la mia Scapin KS Pro Racer del '98 in acciaio e la sto allestendo per i lunghi viaggi: quest'anno ho partecipato alla mia prima rando, corta (200 km).... forse troppo corta per essere definita una rando, però in notturna e questo la nobilita. Cos'è una rando? È una manifestazione ciclistica con partenza alla "francese" cioè con un cancello orario. Il partecipante ha l'obbligo di seguire e finire il percorso indicato, timbrando un cartellino ai posti di controllo e di rispettare il codice della strada. Nulla più! Non è una gara, non c'è nessuna classifica ma solo l'elenco dei partecipanti che sono riusciti ad ultimare il percorso nel tempo massimo. Questo tempo è solitamente calcolato su un valore medio della velocità di ca. 15 km/h, quindi si ha la possibilità di guardarsi in giro e fermarsi per riposare, dormire un poco e mangiare decentemente
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Ho trascinato in quest'impresa anche il mio amico Gigi, compagno di tante scalate e col quale ho pedalato migliaia di chilometri.
Il prossimo anno abbiamo un programma molto interessante che a breve svelerò....
Largo a "La Piccola"!
Da due anni scorazzo per il lago d'Iseo con "La Piccola" un First 235 del 1992: è il mio gioiello, un concentrato di soddisfazione! La barca è attrezzata con un pannello solare e il motore fuoribordo da 10 CV ha il caricabatteria e quindi è completamente indipendente dal punto di vista energetico. È munita di bompresso amovibile col quale monto un Piccolo gennaker da 40 mq e di pilota automatico. Gli interni sono comodi, quattro posti letto, cucinetta e carteggio con WC incorporato. Ha una deriva piuttosto corta, solo 70 cm, ma la barca bolina egreggiamente e pescando poco, riesco ad andare dove voglio. E`carrellabile ma per ora la tengo al lago per uscite mordi e fuggi!
lunedì 29 luglio 2013
Un anno di Nacira
L'avventura con Moitouseul 721 è terminata a metà luglio, dopo un anno dal suo acquisto. La barca è tornata in Francia, lato Med, dove Edwin inizierà la sua campagna Transat 2015.
Le sensazioni e le emozioni che mi dato il Nacira non sono paragonabili all'esperienza con SpeedyG: quella era la mia barca, personalizzata e vissuta "intimamente", il mio tempio.
Moitouseul è stata acquistata in tre, sia per dividerne il costo che per gestire il suo mantenimento a Genova. Questo mi ha portato a non sentirla completamente mia e non sono mai stato completamente coinvolto da lei.
Essendo in tre, abbiamo dovuto dividerci le regate e quest'anno ho fatto solo il GPI, concludendo con un amaro ritiro all'Elba.
Nessun rimpianto quindi per la vendita della barca. Non voglio lasciare questa splendita classe e quindi ora sto alla finestra cercando una buona occasione e ne approfitto per curare qualche acciacco fisico che mi ha condizionato molto negli ultimi mesi.
Le sensazioni e le emozioni che mi dato il Nacira non sono paragonabili all'esperienza con SpeedyG: quella era la mia barca, personalizzata e vissuta "intimamente", il mio tempio.
Moitouseul è stata acquistata in tre, sia per dividerne il costo che per gestire il suo mantenimento a Genova. Questo mi ha portato a non sentirla completamente mia e non sono mai stato completamente coinvolto da lei.
Essendo in tre, abbiamo dovuto dividerci le regate e quest'anno ho fatto solo il GPI, concludendo con un amaro ritiro all'Elba.
Nessun rimpianto quindi per la vendita della barca. Non voglio lasciare questa splendita classe e quindi ora sto alla finestra cercando una buona occasione e ne approfitto per curare qualche acciacco fisico che mi ha condizionato molto negli ultimi mesi.
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