venerdì 8 settembre 2017

Valcamonica Extreme 17 luglio 2017

Fatta! Io e il fido Vittorio, abbiamo anticipato di una settimana l'evento ufficiale in modo da avere più tempo di recupero prima della LEL di fine mese.
Reduce da una bella festa "alcolica", riesco a scrostarmi dal letto ieri alle 5 e parto per l'alto Sebino con Vitt per incrociare, a Sovere, il percorso della Valcamonica Extreme.
Col fresco si pedala bene e il Passo della Presolana e il Vivione si fanno facile e di buona lena.
Scendendo dalla Valcamonica, a Breno s'imbocca il Crocedomini: salita lunga e severa, la prima metà vola via ma la seconda è dura! Al rifugio trovo Vitt che ha già avuto tempo di farmi trovare un panino e una coca.... che servizio!
Discesa a Bagolino e poi di nuovo su verso il passo Maniva: non me lo ricordavo così duro nel tratto centrale... o forse perchè sono già un pochino stanco ;) ....
Giù in val Trompia e poi di nuovo su verso il Colle di S.Zeno, ultima salita per chiudere il giro. La discesona verso i lago d'Iseo, all'imbrunire, è il premio di questa splendida giornata!
Sono felice di non aver avuto i crampi e della sempre splendida compagnia di Vitt, che avrò come compagno di viaggio, a fine mese, alla London Edinburgh London.
Quindi abbiamo festeggiato la domenica sciroppandoci 205 km (più 60 di trasferimento) e 5.903 m D+, direi che ci siamo guadagnati la pagnotta!








giovedì 17 agosto 2017

LEL - London Edinburgh London 2017






Sono arrivato ora a casa da Londra, un viaggio infinito in auto, e pensare che nei quattro giorni prima, in bici, abbiamo fatto 150 km in più!
E' stata un'esperienza che ha lasciato il segno, in tutti i sensi.
Immaginando un certo tipo di orografia, l'avevo banalizzata e invece si dimostrata una delle ultrarandonnèe più dificili che abbia mai fatto!
Quattro amici divisi in due coppie, per affinità atletiche: Pietro Ghidelli con Maurizio Dell'Olio e io con il solito motorino Pirola Vittorio. Pronti e via di buona lena e capiamo subito che di pianura ne vedremo poca: un continuo saliscendi, spesso a doppia cifra %. Bella la campagna inglese e i suoi villaggi, forse un po' troppo simili l'un l'altro ma curati, con bei giardini e strade pulite. Lo Yorkshire mi ha impressionato per l'imponenza delle dimore e dei giardini, i due chilometri dell'Humber Bridge fatti in bici, una volta di notte con la luna e al ritorno di giorno, te li ricordi per sempre..... ma il top è la Scozia: non c'è nulla, solo collinone (il nostro GPM era meno di 600 metri!) piene di pecore in libertà, ma un silenzio a cui non ero abituato! L'arrivo di notte su Edimburgo vista dall'alto, spettacolare...
Ma cosa mi ricorderò per sempre? I volontari dei check points! Sono stati semplicemente favolosi: gentili, disponbili, e ne voglio ringraziare uno che li rappresenta tutti, Martin Brice, sempre sorridente con il consiglio giusto per tutti.
L'organizzazione è stata impressionante: tutti i 1500 partecipanti sono stati supportati come forse nessuno avrebbe immaginato!
Quindi tutto perfetto? No: se i numeri anticipati dall'organizzatore saranno confermati, il 34% dei partenti non è arrivata a Londra, contro la media del 25% delle ultrarandonnèe simili, questo vuol dire che il percorso è stato duro (nel tratto prima di Spalding si sono sentite imprecazioni multilingue nella notte....), abbiamo avuto tanto vento contrario anche se la pioggia non ha infierito troppo. Ma se un terzo non arriva vuol dire che probabilmente avevo ragione quando, mesi fa, sulla pagina FB della manifestazione, scrivevo che mi sembrava strano portare tutta questa gente in giro per la Britannia senza pretendere delle prove qualificative che comprovassero l'attitudine psico-atletica dei partecipanti (come fanno per la Parigi Brest Parigi). Mi hanno aggredito e ho preferito non continuare il post per evitare di surriscaldare gli animi.
Peccato però per tanta gente che è arrivata da tutto il mondo e non è riuscita a festeggiare come me e Vittorio a Londra.
Abbiamo concluso i 1.453 km in 98 ore e mezza e ne siamo fieri! Un abbraccio a Gabi Winck, Paolo Bronzetti, Mario Gabrieli, Quadri Aris, (sfigato questa volta, ma sempre il più performante di tutti!), a tutti gli italiani che abbiamo incontrato e al simpatico Werner Ettenhofer.
Un ringraziamento particolare a Vittorio che mi è sempre stato vicino e che , stavolta, ha dimostrato di essere umano anche lui.....

....e anche 857 Lorenzihub se n'è andato...

E' il terzo Mini 650 che ho posseduto, stavolta in condominio con Andrea. La sua storia con noi è durata un anno, durante il quale lo abbiamo usato poco e amato ancor meno.
Non è dipeso dalla barca ma dalla situazione contingente: poco tempo, altri pensieri per la testa, altre priorità....
Ora se n'è andato in Francia dove un ragazzo sta cullando il suo sogno di Mini Transat 2019.
Buon vento a lui e a noi per le nostre prossime avventure.

lunedì 5 giugno 2017

Regata 151 miglia




Era tempo di rimettere piede sul nostro 857 Lorenzihub, il Mini 650 che condivido con Andrea Lorenzi.
Quest'anno siamo ammessi alla 151 miglia, una regata d'altura molto prestigiosa, che parte da Livorno e arriva a Punta Ala dopo aver passato lo scoglio della Giraglia, l'Elba e le Formiche di Grosseto.
200 equipaggi da tutto il mondo (ho visto dei maxi con bandiera USA...) e grande festa in banchina, sia a Livorno che poi all'arrivo a Punta Ala.
Tempo bello e scirocchetto che ci costringe a bolinare per tutta la regata ma, fortunatamente, sempre in rotta diretta senza bordeggiare.
Il nostro allenamento è pari a zero e la testa è più da cicloturista che da regatante incazzoso.... ma la partenza è bella, passiamo la boa di disimpegno in buona posizione e proseguiamo di notte verso la Giraglia (punta della Corsica).
All'alba ci siamo: bellissima atmosfera, adoro l'alba in barca!
Il nostro passo non è buono: non abbiamo la solita velocità ma siamo poco motivati e andiamo avanti così.
Scapoliamo l'Elba davanti a Fetovaia e si prosegue verso le Formiche: ci arriviamo di sera, cala il vento..... sono i momenti in cui odio stare in barca. Ne approfitto per controllare da dove arriva la ns. bassa velocità e la vibrazione che si sente in tutta a barca. Trovo una lunga striscia di plastica trasparente attaccata sotto lo scafo: ci... arrabbiamo... ma la prendiamo con filosofia, non abbiamo più la cattiveria che ci vuole per regatare nelle posizioni che contano.
Arriviamo a Punta Ala all'alba di sabato. Sistemiamo la barca, colazione veloce e ripartiamo verso nord per riportare Lorenzihub a Marina di Pisa, 60 miglia, senza vento, motore fino a Piombino e poi di bolina, ma in rotta diretta, fino a Marina. Arriviamo alle 23 affamati come lupi: ristoranti chiusi ma troviamo una focaccina in un bar. Sistemiamo la barca e ritorniamo a baita: arrivo a casa alle 5 di mattina, stressante ma almeno passo la domenica con la mia famiglia! Ora mi preparo per la 200km in bici di domenica prossima: finalmente vado a scalare il Monte Grappa, sono anni che desidero farlo!
Complimenti a Davide Lusso che ha vinto la prova nella nostra categoria e un ringraziamento all'Amico Andrea Lorenzi che mi sopporta da anni in "spazi ristretti".

venerdì 26 maggio 2017

Morelli Day


Doveva essere l'ultima 'lunga' prima della 999 miglia di fine giugno, 3 giri da 200 km con partenza da Nerviano, la capitale italiana dei randonneur.
Come già fatto altre volte quest'anno, parto con Pirola Vittorio, alias la locomotiva umana, della serie lo metti lì tirare e gli devi dire, dopo qualche centinaio di km, che è finita, altrimenti se ne accorge quando ha fatto il giro del pianeta!
Partenza alle 23 di venerdì, col fresco, tutto ok il primo giro in Brianza, Erba, Bellagio, Como, Varese, in ottima compagnia con Vittorio e Massimo, alle 8 siamo di ritorno a Nerviano e partiamo subito per i secondi 200km verso Oleggio, Borgosesia, Oasi E.Zegna, Cossatto.
Questo giro è stato hard, non per il dislivello ma per il caldo che abbiamo patito! Ogni fontanella era nostra, non ho visitato tanti bar in vita mia....
Le gambe hanno girato bene, nessun problema, siamo arrivati a Nerviano alle 17, poco più di 18 ore per 400km con 3500m D+, non male come ritmo per un 600.
Tento di mangiare qualcosa per integrare energie per l'ultimo anello da 200km in pianura verso Pavia, Tortona, Alessandria, la parte più noiosa della manifestazione.
Non c'è verso, non riesco a mangiare nulla e non mi sento benissimo... dormo un quarto d'ora ma decido che è meglio fermarsi qui, non mi sarei divertito e non voglio rischiare malanni.
Comunque tutto bene, grazie a Pirola Vittorio, Massimo Sartori e ai soliti randagi Carlo, Pietro Ghidelli e Maurizio.
Prima della 999 farò la 200km della Randomarca con l'ascesa al Monte Grappa, poi tirerò il fiato qualche giorno. Un abbraccio a tutti!

martedì 23 maggio 2017

Blockhaus

Blockhaus: erano tre anni che l'avevo nel mirino ma ogni volta ero costretto a rimandare.
Ieri è stato il grande giorno: partenza alle 3 visita da un cliente a Pescara alle 9 e alle 13 tolgo la randagia dal baule e parto dal mare verso la Maiella.
Due spaghi aglio e olio mi mettono d'umore giusto!
I primi 35 km sono molto trafficati ma, passato Pretoro, ci sono solo io. Mi aspettano 25 km di salita e 1700 m da scalare non vedo l'ora.
Nella stupenda faggeta alle pendici della Maiella, la temperatura scende a 13 gradi, oltre venti in meno rispetto a quella che percepivo prima, al sole, ma per la salita va bene così. Sale costante al 7-8%, strada larga, senza i tornanti che siamo abituati ad avere dalla ns. parti ma anche senza tutti quei motociclisti che ti rovinano la poesia: qui il silenzio è totale, fa veramente impressione!
Passo Lanciano, ancora più su... passa un fuoristrada di tecnici che poi trovo in cima alle antenne... Hotel Mamma Rosa: qui è arrivato il Giro la scorsa settimana, ma io voglio andare più su.... le antenne e il rifugio Pomilio... trovo una coppia di escursionisti, loro sono stupiti di vedermi, io no.
Mancano due chilometri alle vetta, la strada, dedicata al grande Indro Montanelli, è a tratti inghiottita dalla neve, passo di lato, bici in spalla, fino alla santella.
Gli ultimi metri sono fatali e buco, che sia un segnale? Sei arrivato, non andare oltre.... anche perchè la strada finisce veramente qui a quota 2.050 m, oltre ci vai a piedi.
Fa freddo e il vento taglia la faccia ma ho portato quello che serve per la discesa.
Una giornata bellissima, intensa, vissuta... ma non ancora finita: devo spicciarmi, tra tre ore ho una cena con un amico a Pescara e quindi via per un picchiatone chilometrico verso il mare!









lunedì 10 ottobre 2016

Eroica 2016





Non vedevo l'ora di partecipare all'Eroica: oltre 6000 ciclisti "d'epoca" arrivati da tutto il mondo che hanno pedalato nelle splendide terre del Chianti!
Ho coinvolto il mio compagno di merende sportive Andrea Lorenzi che ha avuto la brillante idea di precettare Beppe, l'arzillo padre. Partiamo in camper e ci tuffiamo nel mondo Eroica a Gaiole in Chianti.
Un'organizzazione perfetta, collaudata, con mercatino d'epoca, conferenze, un sacco di manifestazioni collaterali.... da perderci la testa!
Il sabato vola tra le bancherelle e alla ricerca di bontà gastronomiche, la domenica io parto per il lungo alle 5.00 mentre Andrea a Beppe partono con comodo alle 8.00.
Fa impressione vedere tutta sta gente vestita d'epoca con bici che hanno mediamente più di 40anni, come la mia, ma ne ho viste d'inizio 1900!
Il tempo ci grazia, nuvolo fino alle 12 poi il sole ci fa scoprire le bellezze di Toscana.
Foro i tubolari tre volte, scopro che la pompa d'epoca probabilmente funzionava 40anni fa ma ora mi scoppia in mano.
Più volte mi fermo a sgonfiare e riposizionare il tubolare per evitare che la mancanza del mastice mi strappi la valvola.
Perdo più di un'ora e mezzo ma poi trovo l'assistenza che mi mette il "masticione" come chiamano loro il mastice e mi godo gli ultimi 120 km senza altri problemi.
Sinceramente avevo sottovalutato la durezza del percorso: ne avevo fatto una parte 3 settimane prima durante la "mia" 1001miglia ma solo tratti asfaltati.
Ora avevamo, su un totale di 209 km, ca. 100 km di strade bianche e 3700 m di dislivello: devo ammettere che è stata dura, i rapporti lunghi delle bici d'epoca ti uccidono le gambe e le rampe al 13-15% di strada bianca che abbiamo incontratro, non hanno avuto pietà di noi.
I ristori sono stati fantastici: anche i volontari vestiti d'epoca, mi sono fatto un piatto di ribollita e un bicchiere di Chianti ogni 30 km e confesso che ho finito con un po' di "mappazza" nello stomaco.
Mi sono divertito, ringrazio Andrea e Beppe per la splendida compagnia!